Gli SLAnci di Giuseppe, solidarietà in versi

Comunicato stampa

16.01.2018

Col ricavato della vendita dei suoi libri, un paziente dona una terrazza alla struttura ASP in cui opera la Maugeri   La malattia, la poesia, la solidarietà. C’è di tutto nella storia di Francesco Saporito, 46 anni, da Patti (Me), che pochi anni fa era lanciato nella vita professionale - è infatti commercialista e revisore contabile - e in quella sociale, pieno di amici e di iniziative, e che oggi la SLA limita nel movimento e nella parola ma non nel coraggio e nei sentimenti. La malattia lo ha condotto alla poesia, con due raccolte pubblicate, e alla solidarietà, avendo coinvolto famiglia e amici nel suo progetto di raccolta fondi, per dotare la struttura del ICS Maugeri di Mistretta (Me), dove è stato in cura, di un’area esterna, per i pazienti e i loro familiari, da realizzare nei locali dell’Azienda Sanitaria Provinciale-ASP.  La SLA lo costringe a usare l’Etran, il foglio di plastica trasparente sul quale sono appuntate le lettere dell’alfabeto e attraverso il quale comunica, ma la sua poetica non ne soffre e i suoi versi portano frutto: “L’ASP ha celermente concluso l’iter autorizzativo, grazie alla sollecitudine del direttore generale Gaetano Sirna”, spiega Paolo Volanti, neurologo e responsabile del Centro SLA di Mistretta, uno dei centri regionali di riferimento per questa patologia. “Con la famiglia e l’architetto Ernesto Di Paola, che si è occupato gratuitamente della progettazione e al quale va il nostro ringraziamento, abbiamo individuato l’azienda e i lavori hanno avuto inizio oggi: a breve il Centro avrà la sua terrazza”.   Dalla malattia alla poesia “Francesco ha affrontato a testa alta la malattia, che si era presentata con un sintomo, un crampo fastidioso a un braccio a fine 2013 e che era diventato presto una diagnosi durissima”, spiega Giuseppe Saporito, fratello del commercialista pattese. Finché ha potuto, infatti, Francesco Saporito ha fatto la vita di sempre: “Lavoro, amicizie, famiglia, l’amatissimo nipote Tommaso, i viaggi in moto di cui è un grande appassionato”. Il progredire della SLA, gli ha tolto molto, “ma non certo la famiglia, né gli amici, soprattutto Francesca, Natalia, Anna, le compagne di sempre, che non gli fanno mancare tuttora la loro vicinanza e il loro supporto”. Alla durezza della vita, Francesco ha risposto coi versi. Poesie bellissime, in siciliano e in italiano, hanno cominciato ad affollare la mente: “Le ha scritte al computer, finché ha potuto, le ha dettate”, spiega ancora il fratello, “e poi ha cominciato a usare l’Etran”, racconta il fratello. Dopo un periodo di ricovero a Mistretta, l’idea di raccoglierne alcune in un libro per finanziare la costruzione di una terrazza. “Il Centro è in una ottima posizione”, spiega il fratello, “la struttura è bella, ma non è stata pensato uno spazio esterno che, invece, d’estate, darebbe un po’ più di ristoro ai pazienti e ai loro familiari”.  “Francesco, qui a Mistretta, è stato un trascinatore, per quanto le sue condizioni glielo consentissero”, ricorda Volanti, “giovialissimo, coinvolgeva gli altri pazienti e i loro familiari, in letture di poesie, chiacchierate, momenti di animazione”. È in quei momenti conviviali che Francesco realizza come al Centro manchi uno spazio esterno attrezzato, una terrazza, “per dar modo ai pazienti di essere vicini l’un l’altro, ai familiari di sostenersi vicendevolmente”.    Versi solidali Di qui l’idea della raccolta poetica, pubblicata lo scorso anno dall’editore Pungitopo di Patti. Titolo: Sla nci, poesie per la ricerca. Trenta componimenti, in italiano e in siciliano, con cui Francesco guarda e abbraccia il mondo nella sua nuova condizione di malato. Riccardo Pelliconi, un amico, le ha illustrate con un tratto leggero. Versi anche per Mistretta:    (…) Mari chiattu, u portu è francu rupizzammu a nostra vila mentri a bedda suspirusa  cusi e scusi la so tila    ossia “Mare piatto, il porto è franco, / rammendiamo la nostra vela / mentre la bella che sospira / cuce e scuce la sua tela”.Versi sulla malattia, come Motoneurone, poesia intitolata proprio al neurone motorio, quello che controlla il movimento e che viene colpito dalla SLA.   Dono di speranza tra passi insicuri e braccia svestite. La mente nuota illuminando brandelli di buio.   scrive, stavolta in italiano, Francesco. Le copie girano da alcuni mesi per tutta la Sicilia e non solo, una pagina Facebook, SlanciFrancescoSaporito, seguita da quasi 600 persone, “i soldi stanno arrivando e intanto procediamo coi lavori”, dice il fratello.   Premi e una nuova raccolta Nel frattempo, dopo vari reading, incontri pubblici, presentazioni, “anche grazie all’Aisla di Messina”, un premio a Milano e uno a Varallo, Francesco ha già realizzato la seconda raccolta, uscita a luglio, Marco Polo 78, a me musica è na Singer , anche questa portata in libreria dalla Pungitopo e il cui ricavato finanzierà le associazioni di settore.  Presso il sito della Pungitopo editrice (pungitopo.com) quale possono essere ordinate entrambe le opere
Giuseppe Saporito, in una recente foto