Mistretta, donazione al Centro SLA

Comunicato stampa

22.12.2016

Il vescovo di Patti, Ignazio Zambito, aveva lanciato l'anno scorso una raccolta fondi a favore della struttura Maugeri. Grazie al concorso di molti familiari e amici degenti, raccolti 5mila euro per acquistare un bioimpedenziometro, importante per la nutrizione di chi è affetti da patologie neurodegenerative


Detto, fatto. Monsignor Ignazio Zambito, vescovo di Patti (Messina), nel settembre dell’anno scorso, partecipando alla cerimonia di donazione di un capnografo al Centro SLA della Maugeri di Mistretta da parte di alcune associazioni, aveva promesso che la diocesi si sarebbe impegnata a fare una donazione di eguale importo, per l’acquisto di un altro strumento utile al trattamento dei malati neurologici, un bioimpedenziometro.
Così è stato, anzi la raccolta promossa dalla diocesi e sostenuta da molti familiari di degenti o ex-degenti del Centro diretto dal dottor Paolo Volanti, ha fatto di più: la cifra di 1.200 euro, raccolti per la precedente donazione, è stata più che doppiata, arrivando a quota 5mila e la nuova attrezzatura acquistata.
Stamane, all’ICS Maugeri Spa SB di Mistretta, si è svolta la cerimonia di consegna della donazione: in assenza dello stesso bioimpedenziometro, che verrà consegnato nelle prossime settimane, il vescovo Zambito e i molti donatori hanno consegnato a Volanti e al dottor Domenico De Cicco, direttore dei tre presidi Maugeri della Sicilia (ci sono anche Sciacca e Ribera, nell’Agrigentino), un grande assegno simbolico, con su scritta la cifra raccolta.
“La bioimpedenziometria”, spiega Volanti, “è un esame di tipo bioelettrico, rapido e non invasivo, utile per conoscere la composizione corporea di un soggetto e per valutarne lo stato nutrizionale. Nella patologie neurodegenerative, come quelle che trattiamo al Centro, l’apparecchio serve per verificare quelle alterazioni importanti della massa cellulare e dei fluidi corporei intra ed extracellulari che incidono in maniera rilevante su morbilità, mortalità, efficacia dei farmaci, resistenza dell’organismo allo stress”. Un monitoraggio che risulta “molto importante nella corretta impostazione del fabbisogno nutrizionale a breve e medio-lungo termine dei pazienti”.
 
I donatori
Fra i molti donatori anche un gruppo di amici di Marco, un paziente del Centro, proveniente da Enna e scomparso nel luglio scorso, a soli 37 anni, dopo un ricovero di alcuni mesi per ricevere le cure palliative necessarie. “I familiari hanno raccolto anche alcune donazioni provenienti da Malta, dove Marco aveva lavorato e costruito solide amicizie”, dice Volanti.
E molte altre donazioni sono arrivate da familiari di degenti: “Un migliaio di euro è giunto dalla figlia di un nostro paziente: che intendeva ringraziarci per come abbiamo seguito il padre”, prosegue il neurologo.                                                                                             
 “Il Centro SLA di Mistretta”, ha detto monsignor Zambito, “suscita in me sempre una grande ammirazione: si parla sempre di chiudere e, invece, qui sento parlare di mete raggiunte già, e di altre mete all’orizzonte, come la realizzazione di un’altra area attigua alla palestra del Centro per consentire ai malati e ai familiari di stare all’esterno durante la stagione buona. Proiettarsi innanzi”, ha proseguito il vescovo, “è la nostra benzina, la speranza, non ci fa morire. Vedere persone che fanno della loro cultura medica e del lavoro un impegno quotidiano ci esalta, perché non è vero che tutto è male. C’è tanto male, è vero, ma c’è anche questo bene che lievita. Questi sono pezzetti di Vangelo, fatti, più che detti”.

Alla cerimonia, erano presenti anche il sindaco e il vicesindaco di Mistretta, Liborio Porracciolo e Vincenzo Oieni 
 

monsignor Ignazio Zambito

Il vescovo Zambito con Domenico De Cicco e Paolo Volanti