Quando l'allergia rischia d'essere letale

Comunicato stampa

25.11.2016

Specialisti a convegno sul rischio anafilassi, ovvero quando una puntura, l'ingestione di una pietanza o l'assunzione di un farmaco possono provocare reazioni che interessano più organi e pericolo di vita. L'allergolo Meriggi: "Non esitiamo a somministrare adrenalina"

Basta poco tempo per uno shock anafilattico: appena cinque minuti, se l’origine della grave allergia è un farmaco, 15 se si tratta di una puntura di imenottero, come una vespa o un calabrone, mezz’ora se a causare la reazioni è un alimento.
Un tempo breve, in cui la diagnosi e l’uso della terapia d’urgenza adeguata è decisivo.
Dell’anafilassi si parlerà nel workshop in ambito ECM (Educazione continua in Medicina), che si svolgerà sabato 26 novembre, presso l’auditorium all’IRCCS Maugeri di Pavia (Via S. Maugeri, 6).
L’incontro, dal titolo Focus sulle allergopatie: l’anafilassi, radunerà nella mattinata e nel primo pomeriggio (orario 8,00-16,00) allergologi, tossicologi, cardiologi, ematologi e immunologi, che presenteranno lo stato dell’arte nella ricerca e nella cura di quella che, spiega Antonio Meriggi, responsabile dell’Unità Operativa Allergologia dell’IRCCS, “è una reazione di ipersensibilità sistemica e multiorgano, a rapida insorgenza e con pericolo di vita, e che costituisce pertanto un’emergenza nella pratica clinica allergologica”. Si parla, spiega l’allergologo, “di casi che riguardano lo 0.5-3% della popolazione”, mentre i casi mortali, “seppure possibili, sono rari (0.01%)”.
Le cause scatenanti sono usualmente reazioni allergiche a farmaci, alimenti e punture di imenotteri, accanto però a forme idiopatiche. “Nel 20 % dei casi”, sottolinea Meriggi, “si rileva un comportamento bifasico, caratterizzato da un ulteriore peggioramento della sintomatologia dopo un’iniziale miglioramento. Fattori predisponenti, come l’asma bronchiale e, ancor più, patologie cardiovascolari, possono condizionare l’episodio anafilattico, mentre un aspetto particolare è costituito dal rapporto tra mastocitosi e anafilassi”.
Secondo Meriggi, “la precoce diagnosi e ancor più un tempestivo trattamento farmacologico sono un momento fondamentale per il favorevole esito dell’episodio acuto. In questo contesto”, prosegue, “l’adrenalina intramuscolare risulta essere il farmaco da somministrare il più precocemente possibile, senza attendere l’evoluzione clinica dell’episodio”.
I ben più usati farmaci steroidei e antistaminici costituiscono solamente una scelta di
supporto all’azione “salvavita” dell’adrenalina. “Al contrario”, ricorda l’allergolo dell’IRCCS Pavia, “vari studi evidenziano che l’utilizzo di questo farmaco si attesta sul 25% dei casi in cui è indicato”.
Nella giornata pavese, si parlerà anche di immunoterapia, trattamento preventivo nei confronti dell’allergia a veleno di imenotteri e quindi anche del rischio anafilassi.  (segue)
“Il convegno”, sottolinea l’altra responsabile scientifica, l’immunologa Patrizia Pignatti
che dirige il Laboratorio di Immunologia dell’IRCCS Maugeri di Pavia,  “ha lo scopo di effettuare una puntualizzazione della patologia alla luce dei recenti updates, che confermano, da un lato, l’incremento della prevalenza degli episodi anafilattici, e dall’altro una preoccupante tendenza a sotto-diagnosticare e spesso sotto-trattare la patologia”.
Infatti, aggiunge l’immunologa, “solo il 15% con reazioni sistemiche da allergia a veleno di imenotteri sono sottoposti ad immunoterapia specifica”. Un dato che contrasta “con l’efficacia della immunoterapia stessa, che si attesta dal 85% al 95%, maggiore per vespidi rispetto ad ape”.
 
 
Chi partecipa
Oltre ai due responsabili scientifici, ai lavori del convegno, che inizieranno alle ore 8,00 per terminare alle 16, interverrano, tra gli altri, Chiara Elena della Divisione di Ematologia del Policlinico San Matteo, Maria Teresa Costantino, responsabile Centro Day Hospital Allergologia del “Carlo Poma”, Mantova; Maurizio Daccò, responsabile del Polo formativo “Scuola Professionalizzante in Medicina Generale” dell’Ats di Pavia;  Carlo Locatelli, responsabile del Centro nazionale di Informazione tossicologica di ICS Maugeri Spa SB; Jenny Mancin della Scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Pavia; Paolo Marraccin, responsabile U.O. di Allergologia ambientale ed occupazionale del Policlinico di Milano e Martina Pisati della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica della Statale di Milano.
La partecipazione vale 6,5 crediti formativi per i medici chirurghi di varie specialità (Allergologia, Cardiologia, Dermatologia, Ematologia, Malattie dell'apparato respiratorio, Medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza, Medicina fisica e riabilitazione, Medicina interna, Medicina generale), biologi, farmacisti, fisioterapisti e infermieri.  

Test allergologici alla Maugeri di Pavia