Innovativo intervento per trattare il dolore cronico

04.12.2013

L’équipe del Centro di Terapia del dolore dell’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia ha eseguito ieri, tra i primi nel nostro paese, un intervento di neurostimolazione delle vie nervose, tecnica utilizzata nella terapia del dolore cronico, per posizionare un elettrodo nel ganglio della radice posteriore garantendo al paziente stimolazione selettiva e costante e minime variazioni. 

Questa tecnica che prevede il posizionamento di un elettrodo nel ganglio della radice posteriore per trattare tre pazienti sofferenti di dolore neuropatico radicolare cervicale, toracico e lombare. “Nello specifico - spiega il Dr. Cesare Bonezzi Responsabile scientifico del Centro di Terapia del dolore - l’elettrodo posizionato nei pazienti andrà a stimolare selettivamente le cellule dei nervi lesionati, modulando e riducendo  il dolore. Oltre a questa selettività, il nuovo sistema permette una maggior costanza di stimolazione, minime variazioni degli stimoli che corrispondono ad un maggior gradimento da parte del paziente. In altre parole questa metodica rappresenta una scelta prioritaria in questi tipi di dolore cronico così devastanti”.
La Dr.ssa Laura Demartini, alla guida della Sezione di Terapia del Dolore, in questi anni ha dedicato gran parte del suo lavoro nello sviluppo di queste tecniche ha eseguito gli interventi in collaborazione con il Dr. L. Liem dell’Ospedale olandese di Niewegein, che con lei fa parte del gruppo europeo di sviluppo della tecnica eseguita. L’esperienza di tutti questi anni ha rilevato, infatti, che i casi clinici di dolore delle lesioni nervose periferiche e radicolari (cosiddetto dolore neuropatico) di ridotta estensione sono di difficile trattamento con gli elettrodi nella sede tradizionale. Questa tecnica innovativa permette di intervenire e dare sollievo proprio in questi casi.  L’intervento, che ha coinvolto tutto il team di Terapia del Dolore, si è svolto in due tempi; il primo ha visto il posizionamento dell’elettrodo sotto guida radiologica, mentre il secondo, ha permesso l’impianto sottocutaneo del pacemaker per la stimolazione definitiva.