LIBERARSI DALLA DIPENDENZA DELL'ALCOOL: COLLABORAZIONE FONDAZIONE MAUGERI NERVI-ASL3 GENOVESE

18.11.2014

All’Istituto Scientifico di Nervi dell’IRCCS Fondazione Maugeri apre una sezione dedicata alla Riabilitazione Alcologica, per la disintossicazione in regime residenziale. Attraverso una convenzione con la ASL3 genovese un modulo per contrastare i comportamenti errati legati al bere.
 
Dipendenza complessa, vero e proprio problema sociale, l’abuso di sostanze alcoliche è un fenomeno che nel tempo si è evoluto, cambiando le sue implicazioni. Oggi anche il profilo dell’alcolista è cambiato, è sempre più giovane ed istruito. Sono in aumento i laureati, che 10 anni fa erano il 10%, contro un attuale 20%. L’età media dei pazienti con problemi di abuso di sostanze si abbassa drasticamente dai 50 anni di un tempo ai 30, età in cui nel 60% dei casi il problema si manifesta in tutta la sua gravità, dopo anni di abuso, e obbliga ad intraprendere un percorso di riabilitazione intensivo. E’ a partire anche da questi dati che dal mese di novembre, l’Istituto scientifico di Nervi attiverà in regime di convenzione con l’ASL3 genovese una sezione dedicata alla Riabilitazione Alcologica, per accompagnare l’alcolista in un percorso di disintossicazione della dipendenza in regime residenziale. Il nuovo settore di 5 posti letto convenzionati con il SSN permetterà di completare la Rete territoriale per la gestione della dipendenza dall’alcol in collaborazione con i servizi territoriali del SERT. L’IRCSS Fondazione Maugeri dispone di un osservatorio e di una lunga esperienza in tale ambito presso l’U.O. di Alcologia dell’Istituto di Pavia guidata da Prof. Giovanni Vittadini, di cui l’Unità Operativa di Nervi farà proprie le strategie operative e terapeutiche. In occasione dell’attivazione dei posti letto dedicati alla Riabilitazione Alcologica, il 19 novembre 2014 dalle 14.00 alle 16.00 si terrà un Convegno in l’Istituto con l’intervento di tutte le figure che a vario titolo hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto. Un messaggio augurale anche dal Prof. Amnon Carmi, Presidente della Cattedra di Bioetica dell’UNESCO, figura di spicco a livello mondiale  nell’indirizzo dei valori etici in ambito medico-scientifico.
Il rilievo di questa nuova attività può essere colto nel fatto che oggi sono proprio i giovani i più esposti al rischio di dipendenza dall’alcool, in particolare nel decennio che va dai 13 ai 24 anni, con gli esiti conseguenti al bere, i danni per la salute fino alla morte, causata per sé e per gli altri a seguito di incidenti stradali. 

Come intervenire

La dipendenza da alcool, fenomeni come il Binge drinking, bere smodato per ubriacarsi solo in pochi momenti della settimana o i poliabusatori che associano alcool a psicofarmaci e spesso a cocaina sono situazioni complesse, rilevate anche nell’area genovese, e la risposta deve essere composita: 28 giorni di intervento in cui si associano la terapia farmacologia, la terapia cognitivo-comportamentale e motivazionale e le sedute individuali e di gruppo. Un approccio che si è dimostrato efficace per far prendere coscienza del problema e per favorire la gestione dei sentimenti di rabbia e frustrazione che insorgono nella persona con dipendenza. Dopo il ricovero, il paziente è seguito per un periodo di  follow up di circa 12 mesi sia in clinica sia attraverso i servizi territoriali.