Riabilitazione Cardiologica

 Le malattie cardiovascolari su base aterosclerotica rappresentano la prima causa di morte nei Paesi industrializzati e la loro frequenza è in progressivo aumento in quelli in via di sviluppo. Negli ultimi anni il numero dei malati cardiopatici è aumentato così come la loro età in virtù del progressivo invecchiamento della popolazione generale. Il paziente cardiopatico, oggi, è un paziente complesso, portatore di gravi comorbidità quali diabete, malattie cerebrovascolari, insufficienza renale e respiratoria e decadimento fisico, che necessita di assistenza clinica, di interventi specifici, di supporto psicosociale dopo la fase acuta e di programmi strutturati di continuità assistenziale.
Il concetto di Riabilitazione Cardiovascolare si è dunque modificato nel tempo, trasferendo la sua attenzione dal paziente in fase acuta e post-acuta al paziente con patologia ad andamento cronico o instabile, a cui occorre assicurare un approccio terapeutico multifattoriale e continuativo a lungo termine, al fine di contrastare l’evoluzione della malattia e di migliorarne non solo la prognosi ma anche la qualità della vita.

I PAZIENTI

Gli interventi delle Unità Operative di Cardioangiologia Riabilitativa si rivolgono principalmente a pazienti colpiti da:

• infarto miocardico
• interventi cardio-chirurgici per patologie congenite o acquisite
• rivascolarizzazione meccanica e chirurgica (bypass
aortocoronarico o angioplastica coronarica)
• trapianto di cuore e assistenza ventricolare meccanica
• cardiopatia ischemica cronica
• scompenso cardiaco cronico
• arteriopatia periferica.

GLI ISTITUTI DI RIFERIMENTO PER LA RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA