Inquinamento indoor

Il problema dell’inquinamento dell’aria interessa non solo le città, ma anche agli ambienti chiusi dove passiamo gran parte del nostro tempo: casa, ufficio, scuola. Ricerche condotte negli ultimi dieci anni dal Centro di Ricerche Ambientali della Fondazione Maugeri in Francia, dove si è istituito un “Osservatorio della qualità dell’aria interna”, hanno dimostrato come le emissioni nocive e gli inquinanti si concentrano anche negli spazi chiusi, a causa di scarsa ventilazione o per l’utilizzo di materiali che rilasciano inquinanti, come il radon, presente nel tufo, i solventi organici delle colle, la formaldeide dei mobili, soprattutto quelli costruiti con pannelli truciolari, pitture e resine e i prodotti per la pulizia.
Gli studi condotti dal Centro di Ricerche Ambientali hanno monitorato in particolare i livelli di concentrazione di 9 aldeidi (tra le quali le più pericolose sono la formaldeide e l’acetaldeide, quest’ultima sostanza considerata dall’AIRC un possibile cancerogeno) con lo scopo di mettere in evidenza i fattori di rischio più rilevanti connessi all’esposizione a queste sostanze.
 
Per il monitoraggio degli ambienti è stato utilizzato il Radiello, il dispositivo di misurazione, brevettato dalla stessa Fondazione Maugeri, che è in grado di assorbire le molecole gassose sfruttando il fenomeno fisico della diffusione, senza consumare energia elettrica, ed è in grado di rilevare concentrazioni dell’ordine di pochi microgrammi per metro cubo (µg/m3), tipiche dell’ambiente indoor. Tale campionatore è solitamente collocato in occasione di monitoraggi,  nel locale a maggior grado di attività e frequenza, ad un’altezza 1,5 m. (il più vicino possibile alla zona respiratoria) e a distanza di mezzo metro da pareti, mobili o altri ostacoli.
 “Da segnalare” afferma il dott. Danilo Cottica - Direttore del Centro di Ricerche Ambientali di Padova – “l’importanza di un adeguato ricambio dell’aria in casa: coloro che, nei siti campionati in passato, adottavano la buona abitudine di ricambiare spesso l’aria nella propria abitazione attraverso l’apertura delle finestre, hanno fatto registrare minori concentrazioni di aldeidi. Ciò conferma l’ipotesi della prevalenza di fonti di inquinamento proprio tra le mura domestiche, tra gli oggetti che quotidianamente ci circondano”. Aspetto da non sottovalutare soprattutto per le donne è il "rischio" di inalazione di solventi organici quali "acetone" durante la settimanale "attività" di manicure e pulitura/rimozione smalto unghie. In questi dieci minuti, infatti, "l'odore" di acetone è riconoscibile da tutte ed è indice di esposizione ad agenti chimici. Una forma di prevenzione è quella di utilizzare il solvente in una zona ventilata; di evitare di tenere il batufolo di cotone impregnato di acetone sul ripiano del bagno vicino alla zona respiratoria e infine di eliminare il cotone imbevuto di acetone al termine dell’operazione.
Una corretta informazione è il presupposto indispensabile per migliorare la qualità dell’aria delle nostre abitazioni, attraverso semplici ma efficaci accorgimenti che dovrebbero rientrate tra le nostre buone abitudini.