Rumore? No grazie!

L’inquinamento acustico ambientale per la strada, sul posto di lavoro, nei locali pubblici: il rumore non ci abbandona mai provocando effetti negativi sull’organismo. In Fondazione Maugeri Tecnici Competenti in Acustica Ambientale valutano l’impatto di un’eccessiva esposizione nei posti di lavoro e negli ambienti di vita.

In Italia lo spartiacque può essere identificato tra gli anni ’50 e ’60, quelli del “boom economico” dove i risultati delle grandi conquiste industriali di fine Ottocento sono entrati definitivamente nella nostra quotidianità: treni, aeroplani, automobili, ciclomotori, grandi impianti industriali e musica a tutto volume.
 
Parliamo di livelli di esposizione al rumore talvolta nocivi per la salute di lavoratori e cittadini il cui controllo si è reso necessario, oltre che obbligatorio, come sancisce il Testo Unico sulla Sicurezza negli ambienti di lavoro che, recepita la Direttiva Europea in materia, prevede livelli di azione e valori limite per l'esposizione a rumore. Se la differenza tra suono e rumore è soggettiva e un impianto hi-fi a tutto volume può essere un suono per un soggetto e un rumore assordante per il vicino, esistono norme e strumenti di misurazione che definiscono i livelli di rischio legati a un’eccessiva esposizione al rumore e tutelano la salute di lavoratori e cittadini.
La Legge 447/95 riconosce tutte le diverse forme di inquinamento acustico, per questo, oltre alla tutela dei lavoratori contro il rischio di ipoacusia, per aprire nuove attività, dalla latteria alla discoteca, all’acciaieria è richiesta una valutazione previsionale dell’impatto acustico mentre i Comuni, attraverso il Piano di Zonizzazione Acustica, individuano le aree del territorio dov’è richiesta una maggior tutela e un'azione di bonifica; il tutto avvalendosi di centri per la consulenza tecnica come le Agenzie Regionali di Protezione Ambientale (ARPA) e di figure professionali specializzate come i Tecnici Competenti in Acustica Ambientale presenti anche in Fondazione Salvatore Maugeri all’interno dei Centri di Ricerche Ambientali di Padova e Pavia.